San Valeriano di Avensano, vescovo

San Valeriano è stato un vescovo romano di Avensano (Avensa o Abbenza), un’antica sede episcopale della provincia romana dell’Africa Proconsolare identificabile oggi con le rovine di Bordj-Hamdouna nell’Arcidicocesi di Cartagine nell’Africa settentrionale, vissuto nel V secolo.  Nella lista dei vescovi di questa diocesi è il secondo della lista dopo Fortunato.

Secondo la narrazione di Vittore di Vita nella sua “Historia persecutionis Africanae Provinciae, temporibus Geiserici et Hunirici regum Wandalorum”, San Valeriano divenne vescovo molto anziano, ultraottantenne, dopo Fortunato.

Egli è ricordato per essersi rifiutato di obbedire a Genserico, re degli Alani dei Vandali, arrivato con le sue truppe in città, di consegnargli tutti gli arredi della chiesa.

San Valeriano protestò per le violenze dei soldati e

proprio per questo motivo venne cacciato ed esiliato dalla sua città insieme ad altri otto vescovi del Nord Africa.

E dopo, che venne impartito l’ordine a chiunque di offrirgli ospitalità, sia in casa che nei campi,  dovette per lungo tempo fino alla fine della sua vita, vivere e dormire  all’aperto, su pubblica strada.

San Valeriano, ricordato come confessore, restò fedele alla sua fede fino alla morte, che avvenne durante uno dei suoi pellegrinaggi.

Vittore di Vita lo definisce “sanctus Valerianus Abensae civitatis episcopus” mentre Floro e Adone lo ricordano nei loro martirologi, rispettivamente nei giorno 28 novembre e 15 dicembre.

Il nome di San Valeriano è stato inserito nel martirologio romano nel giorno della sua festa il 15 dicembre.

 

Lo stesso giorno nel Martirologio Romano, la Chiesa commemora:

– Nel territorio di Orléans nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Massimino, sacerdote, ritenuto primo abate di Micy.

– Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, beato Marino, abate, mirabile nella sua fedeltà al Romano Pontefice.

– A Genova, beata Maria Vittoria Fornari, che, rimasta vedova, fondò l’Ordine dell’Annunciazione.

– Nella stessa città, santa Virginia Centurione Bracelli, vedova, che, dedita a servire Dio, accorse in molti modi in aiuto dei poveri, sostenne le chiese rurali e istituì e resse le Signore della Misericordia Protettrici dei Poveri.

– A Brescia, santa Maria Crocifissa Di Rosa, vergine, che consacrò i suoi beni e tutta se stessa alla salvezza spirituale e ma- teriale del prossimo e fondò l’Istituto delle Ancelle della Carità.

– A Verona, beato Carlo Steeb, sacerdote, che, nato a Tubinga, professò la fede cattolica a Verona e, ordinato sacerdote, fondò l’Istituto delle Suore della Misericordia a sostegno degli afflitti, dei bisognosi e dei malati.

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