San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa

Giovanni nacque a Damasco intorno al 650, in una famiglia di arabi cristiani. L’Islam, a meno di vent’anni dalla morte di Maometto, era in piena espansione e Damasco, nuova capitale dell’impero arabo, era sede del califfato. Giovanni, come già il padre, lavorò alla corte del califfo, fino ad occupare l’alta carica di gran visir, cioè ministro delle finanze. Ma quando, attorno al 700, la politica musulmana nei confronti dei cristiani si inasprì, Giovanni, costretto a lasciare Damasco, fece la scelta decisiva della sua vita.

Distribuiti tutti i suoi beni, entrò nella laura di S. Saba, vicino a Gerusalemme, dove si conduceva vita monastica nella forma tipica del monachesimo bizantino, e qui dedicò tutte le sue energie allo studio e alla preghiera. Ordinato prete dal patriarca di Gerusalemme Giovanni V, ebbe un ruolo di primo piano, come predicatore e scrittore, nella polemica iconoclasta scatenata da Leone III Isaurico nel 730, diventando uno dei principali difensori del culto delle immagini.

Le affermazioni fondamentali del secondo Concilio di Nicea del 787, che chiuse l’epoca iconoclasta fondando la liceità del culto delle immagini sull’incarnazione del Verbo di Dio, sono in larga misura ispirate al suo insegnamento. Giovanni Damasceno morì nel 750 e fu sepolto a S. Saba. La sua opera fondamentale, La fonte della conoscenza, rappresenta la prima sistematizzazione della teologia patristica di tradizione greca e ha costituito per molti secoli in Oriente la sintesi più letta di teologia dogmatica.

 

Lo stesso giorno nel Martirologio Romano, la Chiesa commemora:

– A Nicomedia, commemorazione di santa Barbara, che fu, secondo la tradizione, vergine e martire.

– Ad Alessandria d’Egitto, sant’Eracla, vescovo, che, discepolo di Origene, nonché suo compagno e successore nella scuola, rifulse di grande fama e fu eletto alla guida di questa sede.

– A Sanaklar nel Ponto, nell’odierna Turchia, san Melezio, vescovo, che, già insigne per le sue doti di cultura, ancora più celebre fu per le sue virtù d’animo e per la sua integrità di vita.

– A Bologna, san Felice, vescovo, che era stato diacono della Chiesa di Milano sotto sant’Ambrogio.

– Presso Vienne nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Apro, sacerdote, che, lasciata la patria, si costruì una celletta e si ritirò ad una vita di solitudine e di peni- tenza.

– Nel territorio di Bourges, sempre in Francia, san Sigiramno, monaco, pellegrino e abate di Lonrai.

– A Le Mans in Neustria, ora in Francia, santa Adreílde o Ada, badessa del monastero di Santa Maria.

– Nel monastero di Ellwangen nella Baviera, in Germania, san Sola, sacerdote ed eremita.

– A Políboto in Frigia, nell’odierna Turchia, san Giovanni, detto il Taumaturgo, vescovo, che si adoperò molto, contro l’opinione dell’imperatore Leone l’Armeno, in favore del culto delle sacre immagini.

– Nel monastero di Siegburg nella Renania, in Germania, sant’Annone, vescovo di Colonia, che, uomo di valoroso ingegno, fu tenuto in grande onore, al tempo dell’imperatore Enrico IV, tanto nella Chiesa quanto nelle vicende civili e pose mano alla fondazione di molte chiese e monasteri per accrescere la fede e la pietà.

– A Salisbury in Inghilterra, sant’Osmundo, vescovo, che, passato insieme al re Guglielmo dalla Normandia in Inghilterra e promosso poi all’episcopato, celebrò la dedicazione della cattedrale e provvide all’amministrazione della sua sede e al decoro del culto divino.

– A Parma, san Bernardo, vescovo, che da monaco si dedicò sempre alla perfezione di vita, da cardinale al bene della Chiesa e da vescovo alla salvezza delle anime.

– A Siena, beato Pietro Pettinario, religioso del Terz’Ordine di San Francesco, insigne per la particolare carità verso i bisognosi e gli infermi e per la sua vita di umiltà e silenzio.

– In località Edo in Giappone, beati martiri Francesco Gálvez, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, Girolamo de Angelis, sacerdote, e Simone Yempo, religioso, entrambi della Compagnia di Gesù, dati al rogo in odio alla fede.

– A Colonia in Germania, beato Adolfo Kolping, sacerdote, che, mosso da fervida carità per i problemi dei la- voratori delle fabbriche e per i temi della giustizia sociale, fondò un’associazione di giovani operai e la diffuse in molti luoghi.

– A Verona, san Giovanni Calabria, sacerdote, che fondò la Congregazione dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza.

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